Nella prassi la posizione finanziaria netta (indebitamento finanziario netto o PFN) è considerata un significativo indicatore di perfomance, utilizzato nell’informativa periodica di bilancio e nell’analisi finanziaria. Si tratta di un parametro che consente, in autonomia o in rapporto con altri indicatori di bilancio, di valutare la solidità finanziaria di un’azienda e la sua capacità di rimborsare i finanziamenti ricevuti.
In dottrina e nella prassi sono riscontrabili diverse configurazione di PFN anche per il fatto che né i principi contabili nazionali né quelli internazionali indicano la natura della stessa o arrivano a specificarne le modalità di calcolo. Tuttavia il metodo più noto per la determinazione della PFN era quello riportato nelle Raccomandazioni del 2005 del CESR (ex Comitee of European Securities Regulators, ora ESMA – CESR/05 – 054b) poi confermato dalla CONSOB (DEM/6064293 del 28.7.2006).
Nel mese di marzo 2021 sono stati pubblicati gli “Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del regolamento sul prospetti” (ESMA 32-382-1138 del 4.3.2021). Il documento emesso dall’ESMA è stato oggetto di apposito Richiamo di attenzione da parte della CONSOB (CONSOB – RA 5/21 del 29.4.2021) ed è applicabile dal 5 maggio 2021.
La novità che introduce il documento consiste nel fatto che anche i “debiti commerciali e gli altri debiti non correnti” rientrano nell’ambito delle passività finanziarie non correnti e, quindi, nella determinazione della posizione finanziaria netta. Pertanto anche tali debiti andranno considerati nell’indebitamento, in aggiunta a quelli di natura finanziaria. Tra i debiti commerciali non correnti andranno quindi ora considerati anche i debiti verso fornitori superiori ai dodici mesi nonché eventuali prestiti infruttiferi.
Il nuovo documento dell’ESMA non sembra dare indicazioni sui debiti scaduti nei riguardi dei fornitori, dell’Erario e degli Enti Previdenziali, non è cioè chiaro se questi debiti debbano rientrare tra i “debiti commerciali e gli altri debiti non correnti”, in qualità di debiti non remunerati inclusivi di una componente finanziaria.
Nel diverso caso di debiti Erariali e Previdenziali dilazionati secondo un piano di rateizzazione ai sensi di legge o concordato tra le parti, si ritiene preferibile includere tali debiti nella categoria “debiti finanziari”, correnti e non correnti, in quanto fruttiferi d’interesse. Di ciò dovranno tenere conto le aziende che hanno piani di rateizzazione in corso, al fine di fornire la corretta informativa nella relazione sulla gestione allegata al bilancio di esercizio e per una corretta analisi finanziaria.
